Facebook lancia Lifestage, l’app under 21

Facebook lancia Lifestage, l’app under 21

In Breve

Prendi un pò di Snapchat, di Vine, di Yahoo Answers e di Ask.fm, ci aggiungi un pizzico di Linkedin, infine guarnisci con le emotion di Messenger ed ecco Lifestage, la nuova app di Facebook esclusivamente dedicata agli utenti under 21.

E’ ormai noto a tutti che Facebook vuol riconquistare l’attenzione dei giovanissimi. Dopo aver introdotto Stories in Instagram, il gigante blu torna alla ribalta con un nuovo prodotto rivolto ai teenagers, ideato e realizzato – manco a farlo apposta – da un giovanissimo di nome Michael Sayman.

Nel post di oggi potrai leggere:

Buona Lettura!

Perchè introdurre Lifestage

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Da tempo Facebook ha manifestato interesse nei confronti delle nuove generazioni, la cosiddetta Gen Z. Zuckerberg vuole riconquistare il pubblico dei giovanissimi che di anno in anno si è allontanato dal social più usato al Mondo preferendo altre piattaforme.

Dal 2011 al 2014 Facebook ha infatti riscontrato un calo del 25% circa degli iscritti con età compresa tra i 13 e 17 anni. Un calo che ha proseguito anche nel 2015 e 2016. Ad oggi, negli States, solo l’8% circa dei giovanissimi ha un account Facebook. Tale scenario è dato dal fatto che i teenager sono alla ricerca di luoghi virtuali in cui poter condividere anche gli aspetti più intimi, lontano da genitori, insegnanti – adulti.

Da questa mania, ossessione verso le nuove leve della generazione digitale nasce Lifestage per mano – manco a farlo apposta – di un giovanissimo di nome Michael Sayman.

Come funziona Lifestage

Al momento, Lifestage è disponibile solo per iOS. Questa nuova app permette di pubblicare un video profilo ricco di informazioni personali. La peculiarità di Lifestage è di essere dedicata esclusivamente agli utenti under 21. In questo modo tutti gli under 21 iscritti potranno pubblicare, condividere i propri contenuti solo con altri loro coetanei.

Lifestage è scollegata da Facebook e prevede delle restrizioni:

  • i maggiori di 21 anni possono pubblicare ma non possono vedere i contenuti degli altri utenti
  • al momento dell’iscrizione devi inserire l’istituto scolastico
  • per utilizzare appieno la app devi avere almeno 20 contatti

Inoltre, Lifestage non prevede uno scambio diretto di messaggi ma aggiorna su quanti hanno visitato il profilo ed ha diversi strumenti/funzioni dedicate alla sicurezza, come per esempio il blocco utente.

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Qual’è l’obiettivo di Lifestage

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<<Se penso al 2004, Facebook era tutto incentrato sul chi sono io. Potevo condividere i miei aggiornamenti di status, la musica preferita e le preferenze. Oggi la rete è cresciuta davvero molto, così abbiamo l’opportunità di esplorare di nuovo il concetto di espressione personale, ma con un focus alla Generazione Z, quella del 2016>>

In questi termini si esprime Michael Sayman, il diciannovenne che ha ideato e sviluppato Lifestage. Il target dunque sono gli studenti e l’obiettivo principale dichiarato è quello di rievocare il concept del primo Facebook quando erano solo gli studenti ad usarlo. L’intento di Lifestage – stando a quanto dichiara Sayman – è rimettere al centro se stessi condividendo le proprie esperienze con persone dello stesso network, un aspetto che – sempre sulla base delle parole del giovanissimo product manager – Facebook ha perso negli anni.

Un altro obiettivo – meno evidente forse – è quello di avvicinare i giovanissimi a Facebook passando prima per Lifestage. 

Riflessioni Finali

L’impresa di Lifestage sarà anche quella di riuscire a far rispettare tutte le linee guida imposte. La nuova app infatti non ha modo di verificare accuratamente i dati anagrafici dei nuovi iscritti e per farlo dovrà contare sull’aiuto dei suoi stessi utenti. Per tale motivo ci sarà un’abbondanza di strumenti per segnalare iscrizioni sospette e attività irregolari o abusive.

Su privacy ed eventuali abusi del servizio Lifestage, Facebook si previene dichiarando: << tutto ciò che posti in Lifestage è sempre pubblico e visibile da chiunque, dentro e fuori la tua scuola. Non c’è modo di limitare l’audience dei tuoi video. Non possiamo confermare che le persone che dichiarano di frequentare attualmente una determinata scuola affermino il vero. Tutti i video che carichi sul tuo profilo sono contenuti pienamente pubblici >>.

Gli sviluppatori hanno previsto una serie di opzioni per il blocco degli utenti e la segnalazione degli abusi ma è pur vero che parliamo di un social network dedicato a soli teenager. Il rischio di attirare persone malintenzionate è reale. Riuscirà Facebook a gestire questo fenomeno?

Infine, l’aspetto più interessante sarà vedere se tra un anno Lifestage sarà ancora operativa o avrà fatto la fine di esperimenti passati come Slingshot e Riff.

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Adesso tocca a te!
Siamo curiosi di conoscere la tua opinione sull’argomento appena discusso.
Sei d’accordo con la linea seguita da Facebook per riconquistare il pubblico dei giovanissimi? Inoltre, credi che Lifestage riuscirà a garantire la sicurezza dei propri iscritti?
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Grazie per il tempo concesso, ti diamo appuntamento al prossimo post.

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